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Carissimi genitori e carissimi docenti,
l’evento della risurrezione, non è una finzione, ma un fatto realmente accaduto!

 

Cristo è davvero risorto!

 

Se ciò non fosse vero, non comprenderemmo come mai sia stato possibile che un piccolo numero di uomini terrorizzati (che si danno pure alla fuga con la cattura del Maestro!) dopo la sepoltura di Gesù, siano diventati testimoni audaci e coraggiosi, fino a dare la vita per il Signore! Senza ombra di dubbio, questo cambiamento è avvenuto perché hanno incontrato Cristo vivo dopo la sua morte! Contra factum non valet argumentum: nessun ragionamento può smentire il fatto che degli umili pescatori di Galilea abbiano intrapreso la conquista (senza le armi!) della solida cultura greca e della salda organizzazione politica di Roma! Sono riusciti nell’impresa, dando pure inizio a una nuova civiltà, grazie alla sola forza che proveniva da Cristo.
Il cristianesimo diventa religione ufficiale dell’impero romano solo nel 380, con Teodosio. Ciò vuol dire che per circa trecento anni l’annuncio del vangelo si è diffuso con il sangue dei martiri e la testimonianza di una vita moralmente buona delle prime comunità. Nerone, secondo lo storico Tacito, illuminò la via Appia con i corpi dei cristiani arsi vivi come fiaccole! Ma più essi erano derisi dai filosofi greci o dati in pasto alle bestie feroci dai magistrati romani, più il numero dei discepoli di Gesù cresceva, diffondendosi nei centri urbani, sia tra le persone colte che tra il popolo. Bonum diffusivum sui: come il sole si irradia per energia interna, così si è propagato nella storia il vangelo di Gesù, arrivando fino ai nostri giorni, nonostante le infedeltà degli uomini.
Carissimi, oggi, anche noi possiamo incontrare Cristo nella fede! Chi si chiederà che senso abbia questo incontro, se si è afflitti per incomprensioni, per il tradimento di un amore, per la gravità di una malattia o per la morte di una persona cara, sappia che il lieto messaggio della risurrezione è rivolto soprattutto a chi è addolorato e triste! Con la sua morte, infatti, Gesù toglie ai miseri della terra l’imbarazzo di sentirsi gli ultimi della fila, perché l’ultimo posto è occupato proprio da Lui, abbandonato dagli amici e inchiodato ingiustamente alla croce tra due malfattori. Ma c’è di più! Cristo, con la sua risurrezione, ha ridato fiducia a tutti, e in particolare ai più disperati, facendo intravedere loro che c’è sempre una via di uscita dalle situazioni più critiche e tragiche. In altre parole, chi ha fede in Dio ed entra nel dinamismo della
Pasqua non si dà mai per vinto, ma si rialza dopo ogni sconfitta e guarda avanti con speranza!
Ho pensato di scrivervi, affinché (con l’esempio più che con le parole) trasmettiate questo messaggio ai nostri giovani. Alcuni di loro, con gli occhi spenti o il cuore triste, demotivati nello studio e annoiati, non hanno bisogno di scarpe costose e di abiti firmati, ma di qualcuno che li aiuti dare un senso alla vita. Se lungo il cammino accettano Gesù come compagno di viaggio, avranno la forza di vivere e lottare, senza mai perdersi d’animo per una crisi esistenziale, per una delusione d’amore o per un fallimento scolastico; riusciranno ad affrontare la vita con coraggio e senza ripiegarsi in modo narcisistico su futili interessi o miopi tornaconti. Se si fidano di Cristo, nulla al mondo li potrà sconfiggere, neppure la morte!
Oggi non è facile trasmettere tutto ciò ai ragazzi! L’impresa è ardua perché viviamo nel tempo dell’oblio di Dio, un tempo in cui Cristo è considerato marginale ai fini di una realizzazione personale. Non dimentichiamo, però, che i giovani amano essere liberi e sono dei formidabili contestatori. Proponete, dunque, di essere critici nei confronti di una società nella quale molti negano Dio, perché non è detto che stiano nel giusto: “il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non fa di questi vizi delle virtù, il fatto che essi condividano tanti errori non fa di questi errori delle verità, e il fatto che milioni di persone condividano una stessa forma di malattia mentale non fa che questa gente sia sana” (E. Fromm). Aiutiamo i nostri ragazzi a non entrare nel numeroso gregge che ha fatto del produrre-per-consumare-e-fare-profitto l’unico dio.
Auguri di una Santa Pasqua.

 

Caserta 11 marzo 2024
Don Antonio D’Angelo
Direttore

 

N.B.: le lezioni termineranno il 27/03
Elementari, uscita alle ore 12:45 – Medie, uscita alle ore 11:00 – Superiori, uscita alle ore 11:35
Si riprenderà mercoledì 3 aprile.

Scarica il pdf: Auguri di Pasqua del direttore