Santuario "Cuore immacolato di Maria"

Carissimi Fedeli,

la nostra presenza in questo Santuario intitolato al “Cuore Immacolato di Maria” dovrebbe aiutarci a vivere con entusiasmo spirituale questo Mese Mariano. “De Maria numquam satis”, recita da secoli una pia antifona. Quanto infatti è stato scritto, poetato, narrato, cantato sulla madre di Gesù da tantissimi autori e santi, non basterà mai. Oggi la madre di Dio invita ciascuno di noi a testimoniare la nostra vera e profonda devozione con la viva partecipazione all’Eucarestia, alla recita del Santo Rosario ogni giorno per onorare la madre di Dio e madre nostra. Il Concilio Vaticano II ci ha educati a venerare la Vergine Santa come modello della Chiesa che rende lode al Padre per Cristo nella potenza dello Spirito Santo, che serve umilmente il Figlio e i fratelli nella carità e ascolta docilmente la parola di Dio. L’evangelista Luca ci ricorda che la Vergine Santa “ha creduto nell’adempimento della parola del Signore” (Lc 1,45). Maria è la Vergine in preghiera, che canta con profonda umiltà le meraviglie operate in lei dalla potenza del Signore. Il Magnificat manifesta la sua fede nella parola del Signore e la speranza che tutte le promesse hanno trovato compimento. Maria è la Vergine Madre: “per la sua fede ed obbedienza generò sulla terra lo stesso figlio del Padre”. Maria è la Vergine offerente; unita indissolubilmente al mistero del Figlio, mistero di morte e resurrezione che raggiunge il suo culmine sul calvario, dove Cristo “offri se stesso quale vittima Immolata a Dio” e dove Maria sta presso la croce, offrendosi unita al sacrificio del Figlio. In questo mese contempliamo ma soprattutto imitiamo la Vergine Santa perché interceda presso il Figlio per attirare copiose grazie e benedizioni su di noi e sul mondo intero.

Vostro

                                                                                                                    don Mario 

Per visionare la programmazione del santuario nel mese di maggio: PREMI QUI 

   

Orari

 

ORARIO APERTURA/CHIUSURA SANTUARIO

GIORNI FERIALI: dalle ore 7.00 alle ore 11.00; dalle ore 17.00 alle ore 19.30

GIORNI FESTIVI: dalle ore 8.00 alle ore 13.15; dalle ore 17.30 alle ore 19.30

ORARIO SANTE MESSE

Da settembre a giugno

GIORNI FERIALI: 7.30; 8.00; 8.30; 19.00

GIORNI FESTIVI: 8.30; 10.00; 11.30; 12.30; 19.00

Da luglio ad agosto

GIORNI FERIALI: 7.30; 8.30; 19.00

GIORNI FESTIVI: 8.30; 10.00; 11.30; 19.00

 

Cenni storici

Centro e cuore dell’Opera Salesiana di Caserta è la Chiesa intitolata al Cuore Immacolato di Maria. La sua costruzione, come quella di tutta l’Opera, fu finanziata dalla signorina francese M.lle Marie Lassere. Questa voleva onorare la principessa Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, Re delle Due sicilie, alla quale era legata da affetto materno. Quest’opera la volle in favore dei giovani di Caserta, dove la Principessa era nata. La Chiesa fu inaugurata il 15 dicembre 1898 dal Vescovo di Caserta Mons. Gennaro Cosenza, alla presenza del Beato Michele Rua, successore di San Giovanni Bosco. La Chiesa ha dignità di Santuario, in quanto aggregata alla Basilica Vaticana con decreto del 18 luglio 1922. La chiesa è in muratura portante e progettata in stile neoclassico, a croce latina a tre navate. La facciata principale, aprendosi su via don Bosco, fu pensata leggermente arretrata dal tracciato stradale dividendo tutto il complesso Istituto Salesiano in tre corpi:

 
quello centrale formato dalla chiesa; quello a destra destinato all’Oratorio (anch’esso affacciante su via don Bosco); e quello che si espone su via Roma che destinato alla scuola. L’ambiente interno riceve luce naturale da diciassette finestroni: dieci collocati sulla navata centrale, sei nel transetto e uno sulla parete d’ingresso.
Il presbiterio contiene l’altare principale, su cui troneggia la pala del Sacro Cuore di Maria, del pittore torinese Bonetti, ed è sormontato da una cupola emisferica. La pala fu intronizzata l’8 dicembre del 1904, nel cinquantenario della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione. Esso, commissionato nel 1869 da San Giovanni Bosco per una cappella della Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino, fu poi donato a tale chiesa. Nel transetto sono collocati gli altari di Maria Ausiliatrice e del Sacro Cuore di Gesù, minacciati dai bombardamenti nel 1943 e subito dopo ricostruiti. La navata centrale, con soffitto piatto a cassettoni, è divisa da quelle laterali da otto pilastri cruciformi e termina con l’atrio. Ognuna delle navate laterali è suddivisa in quattro aree, in cui trovano degli altari laterali. La navata di destra accoglie: l’altare di San Domenico Savio; l’altare del Crocifisso. La navata di sinistra accoglie, invece: l’altare di San Giuseppe; l’altare della Madonna di Pompei.

 

Don Adolfo L’Arco

L’altare della Madonna di Pompei, fu eretto per la devozione dei fedeli alla Madonna di Pompei; sostenuta dal don Raffaele Starace, primo Rettore della chiesa. Si tratta di un semplice altare in marmo con tonalità chiare e scure sul quale capeggiava originariamente un’oleografia della Vergine di Pompei. Dal mese di dicembre dell’anno 2018, l’area sottostante il gradino principale dell’altare accoglie un loculo in cui sono conservate permanentemente le spoglie mortali del Sacerdote Salesiano Adolfo L’Arco, che per molti anni ha lavorato e condotto la sua missione evangelizzatrice nell’Istituto Salesiano di Caserta immerso con zelo e impegno nel ministero parrocchiale. Don L’Arco nacque il 24 maggio 1916 a Fontanelle di Teano (provincia di Caserta) ma fu registrato all’ufficio anagrafe il 27 maggio. Amava raccontare che era nato nel giorno della festa di Maria Ausiliatrice. Si sentiva un predestinato, un “beniamino della Madonna”, come affettuosamente chiamava i fedeli all’inizio delle sue prediche. Aveva già intrapreso gli studi in seminario, quando avendo conosciuto i salesiani e il carisma di San Giovanni Bosco chiese con insistenza e ottenne di diventare salesiano. 

 
Così cominciò il Noviziato il 30 novembre 1934 nella casa salesiana di Portici-Bellavista (Na). La Prima Professione sacerdotale, di durata triennale, la tenne nella suddetta casa l’1 dicembre 1935 così come la Professione Perpetua il 7 dicembre 1938. E’ stato insegnante di filosofia e storia nei licei di Caserta e Napoli Vomero. A Caserta fu anche assistente degli universitari cattolici della F.U.C.I. In seguito si è dedicato, con passione, all’insegnamento di filosofia e teologia ai giovani chierici salesiani a Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Salerno. E’ stato inoltre a Cisternino e per molti anni a Pacognano di Vico Equense (Napoli) dove le sue doti di predicatore e di scrittore hanno creato un vasto movimento di persone, credenti e studiosi intorno all’opera salesiana sorrentina. Si dedicò, inoltre, con entusiasmo per quasi un ventennio alle missioni mariane del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei. Era sempre disponibile alla predicazione, ma soprattutto per accogliere e sostenere con la sua vicinanza spirituale e fisica tutte le persone che si rivolgevano a lui da ogni parte d’Italia. La sua era presenza sempre gioiosa e sorridente, serena e vicina a tutti i confratelli salesiani. Una presenza che diventava irradiazione dello spirito di San Giovanni Bosco attraverso la predicazione e la scrittura, come recita il titolo di uno dei suoi scritti: “Don Bosco sorridendo entra in casa vostra”. Il 25 luglio 2010 muore a Vico Equense, all’età di 94 anni.
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